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Maria Sacchettoni - Diana Facci
Lazio, spazi e paesaggi della memoria
Fotografie di Viviana Peretti
pag. 96, 1 edizione ottobre 2007 ISBN 978-88-95079-07-3 Dimensioni: 27cmx27cm Testi in Italiano
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Vi sono molti modi di porsi di fronte al paesaggio, alla natura, di stabilire con essa un rapporto, di ascoltarne la voce, vederne il colore, misurarne la dimensione, fino a perdersi in essa, fino a ritrovarsi in essa.
Di fronte alla natura, purtroppo spesso contaminata e stravolta dagli uomini, che pur ne fanno parte, la prima immediata sensazione è quella dell’abbandono; uscire da noi e diventare parte di quell’altro mondo, sospendendo i ricordi, lasciandosi avvolgere dai colori, dai profumi, dalle forme. E cercando di adattarsi ad esso.
E’ il paesaggio allora che guida il gioco, che ne stabilisce le regole; l’uomo è solo l’occhio che guarda ed il fluire delle sensazioni è guidato dal vento, dal sole, dalla luce del giorno, dal buio della notte.
Ma un paesaggio può anche essere evocatore di esperienze e memorie personali; allora è con la mente e la memoria che guardiamo il paesaggio, non per quello che è o non solo per quello che è, ma perché capace di far rivivere pezzi della nostra vita. Siamo noi allora a guidare il gioco, a stabilirne le regole, siamo l’occhio capace di vedere quello che solo noi in quel paesaggio siamo in grado di scorgere. Ed il fluire delle sensazioni e delle emozioni è guidato dalla nostra mente, dal nostro cuore, dalla nostra memoria.
Ma vi è ancora un altro modo di porsi di fronte ad un paesaggio, un modo che è quasi sintesi dei due precedenti.
Ed è guardarlo con gli occhi di una memoria collettiva, di una memoria storica, non solo per apprezzarne la bellezza, non solo per ricercare in esso sopiti ricordi personali, ma per uscire da noi stessi e sentirci parte dell’umanità.
L’obiettivo che si propone questa pubblicazione ha origine da questo convincimento, quello cioé che uno spazio e un paesaggio non sono solamente luoghi geograficamente identificabili e valorizzabili sotto il profilo naturalistico, non sono solo gli strumenti evocatori di una memoria personale, ma possono essere lo strumento privilegiato capace di suscitare nello spettatore un flusso di ricordi, provocato dalla conoscenza degli avvenimenti di cui quello spazio e quel paesaggio sono stati i testimoni.
L’apprezzamento di uno spazio e di un paesaggio sarà tanto più completo, più profondo e più emozionante se lo si guarderà non solo con gli occhi, ma attingendo alla memoria storica, per rivivere quegli avvenimenti che hanno segnato il cammino che uomini e donne, di cui a volte a malapena conosciamo il nome, hanno percorso per l’affermazione degli ideali di libertà e di democrazia e tali da promuovere lo sviluppo e il progresso della società umana.
Luoghi diversi saranno fra loro uniti così da disegnare nel Lazio un itinerario della libertà, percorrendo il quale il visitatore ritroverà le memorie del passato e sarà in grado di valutare ed amare un territorio non solo per la sua bellezza paesaggistica o artistica, o perché riporta alla sua mente felici episodi personali, ma anche perché esso porta in sé la storia dell’umanità, perché è in grado di suscitare una commozione che ha origine da un ricordo, da una memoria sopita che quella bellezza è in grado di risvegliare. Rendendo quel paesaggio, quel territorio, quell’ambiente ancora più degni di ammirazione e rispetto.
Saranno i luoghi di questi avvenimenti che cercheremo e riscopriremo; posti e luoghi a volte già noti, per patrimonio artistico ed archeologico, ma sottovalutati spesso nella loro naturale bellezza e ignorati nella loro identità e nella loro storia.
E’ un tributo che si deve al Lazio, tanto più giustificato e dovuto se si considera che il Lazio è la regione italiana forse più di ogni altra penalizzata nella sua identità, troppo spesso assimilata a quella di Roma, nei cui confronti è stata condannata per secoli a svolgere un ruolo subalterno, che ha fatto sottovalutare e spesso anche ignorare memorie storico-politiche di straordinario spessore e compattezza. Penalizzata anche nel suo sviluppo, poiché l’interesse di chiunque la governò, da molti secoli fa fino ad oggi, è stato quasi esclusivamente incentrato su quello della capitale, considerato di gran lunga prioritario.
Penalizzata nei confronti di Roma, ma a volte anche nei confronti di tante altre regioni italiane; così se per la Repubblica Romana, si pensa solo alla difesa di Roma, per la Resistenza si guarda con maggiore attenzione al nord e per le lotte contadine al sud, dimenticando quanto grande fu la partecipazione del Lazio e dei suoi abitanti a questi avvenimenti.
I luoghi attraverso i quali si snoderà il nostro itinerario della libertà riguardano una serie di avvenimenti particolarmente significativi, anche se ben lungi dall’essere esaustivi; lungo è il cammino verso la libertà, ma fra le sue tappe hanno particolare rilevanza avvenimenti quali la Repubblica Romana del 1849, le lotte contadine e operaie, l’ascesa e la caduta del fascismo, la guerra e la Resistenza.
Abbiamo scelto storie grandi e piccole, paesaggi di mare, di lago e di montagna, piccoli paesi di campagna e grossi borghi ormai industriali; per ognuno lo stesso amore, per ognuno lo stesso rispetto.
Il lavoro è stato suddiviso in più parti, ognuna delle quali riguardanti una determinata località; la descrizione della stessa, documentata con immagini, è accompagnata da un breve riassunto degli avvenimenti che in essa si svolsero. |