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Pietro D'agostino
Una qualità ritrovata
pag. 120, 1 edizione ottobre 2007 ISBN 978-88-95079-05-9 Dimensioni: 27cmx27cm Testi in Italiano e in inglese
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Una qualità ritrovata. Un tempo lontano ed ora finalmente recuperato. D’un tratto accorgersi che, per trovare il meglio, non è necessario andare lontano. Il contrario.
“Si può girare il mondo, ma non ci si allontana mai dal villaggio dove si è nati..” scriveva il Enzo Biagi qualche anno fa. Il medesimo pensiero e il filo conduttore che lega le fotografie di Pietro D’Agostino. I suoi luoghi non sono in un altrove immaginario, ma presenti qui e adesso. In questo volume l’ occhio dell’autore vi guiderà in ambienti situati dietro l’uscio di casa, a poche miglia dalla capitale. Siamo nella campagna romana. Lasciatevi prendere per mano. Visiterete con lui il lago di Albano, la valle dell’Aniene, il fiume Treia, il sentiero della Mentorella. Perdetevi nel bianco e nero dei suoi scatti.
“Certe cose che sento- confessa- le vedo espresse meglio così che a colori.. riesco solo in questo modo a farle realmente mie..”. Paesaggi che hanno quasi il pudore di mostrarsi, che non stupiscono per la loro grandiosità e magnificenza. Devi entrarci dentro, se ne vuoi afferrare l’essenza. L’obiettivo di D’Agostino coglie il dettaglio. La luce che definisce i contorni. Le forme che cambiano volto, se l’atmosfera le avvolge. Il vento che soffia tra le foglie, che ne confonde il profilo e che ricorda da lontano le tempeste di William Turner.
Il desiderio di varcare la soglia, di andare oltre la realtà sensibile. Fermarsi un attimo a respirare. Ritornare indietro – e in questo l’uso del bianco e nero si rivela fondamentale- al contatto con il naturale, il misterioso che il tempo attuale ha quasi portato via. Ritrovare un benessere forse perduto. Conciliarsi con il posto dove si è scelto di vivere. E’ questa la sfida di D’Agostino. “Le mie foto hanno attinenza con il reale – rivela- e non potrebbe essere altrimenti. Non sono elaborate digitalmente e dunque trasfigurate nel loro concreto. E’ diverso dalla pittura. Qui non vi è costruzione di visioni ideali, piuttosto il tentativo e la volontà di rendere ideale il quotidiano”.
Un invito ad immergersi in luoghi dove i rami cadono ancora in modo naturale, dove gli unici suoni percepibili sono le voci di alcuni animali nascosti tra i cespugli. Le sole presenze vive all’interno dei paesaggi dell’autore. Il lavoro di D’Agostino non è reportage. Traspare una lieve timidezza nel relazionarsi con gli umani, come egli stesso ammette in un caldo pomeriggio di Luglio. Non vi è nulla di progettuale nelle sue immagini. E’ la natura che guida, che conduce negli suoi angoli più intimi. E ne rivela i segreti. Mi viene in mente La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio. Taci e ascolta. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.. e il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, strumenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirto silvestre, d’arborea vita viventi.. Il rumore del silenzio. Un percorso all’interno dell’anima, quello di D’Agostino. Intendere la fotografia come un crocevia di sensazioni, da dove partono stimoli letterari, curiosità che approdano a leggi fisiche. L’autore sente suo il pensiero di Werner Karl Heisenberg , circa il Principio di Indeterminazione: “ Ciò che noi osserviamo non è la natura delle cose in sé stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine…”.
In questi scatti, D’Agostino ha indagato la sua realtà, nel tentativo di restituircene un’immagine serena, lontana dai frenetici ritmi giornalieri.
E vicina al fascino che la natura nasconde.
Pietro D’Agostino
vive nei pressi di Roma dove è nato nel 1958. Segue un corso di fotografia all’Istituto Europeo di Design della sua città nel 1980, fotografo professionista dal 1982. Attraverso il mezzo fotografico ed ultimamente con il video, instaura un rapporto intimo ed inconscio con la luce usandola come strumento di indagine ed espressivo.
Nel 1998, insieme a N. Forenza e A. Vescovo, fondano e danno inizio al progetto del gruppo Pan-ikon con l’intento di rilanciare potenzialità inespresse ed evidenziare capacità espressive specifiche della fotografia. Ha partecipato e collabora a varie iniziative performative con musicisti, poeti e danzatori di area prettamente sperimentale. Nel 2006 il suo video di esordio “trascrizioni “ riceve una menzione speciale ad Abstracta film festival, rassegna internazionale di cinema e video astratto di Roma. Tra le principali esposizioni in varie città, Milano, Padova, Ancona, si ricorda nel 2000 “ esordio “ con il gruppo Pan-ikon alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e nel 2006 “ un’esperienza di luce “ nell’ambito di FotoGrafia festival internazionale sempre nella capitale. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni tra le quali nel 2006 “ A neve ilìcita “ brevi racconti di Prisca Agustoni, immagine in copertina ed altre all’interno in dialogo con i testi, edizione Nankin Editorial San Paolo del Brasile. Nel 2003 “ Modulazioni ” catalogo personale e mostra a cura di Francesca Vitale, edizioni La Camera Verde di Roma. Immagini dell’autore fanno parte delle collezioni della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, della Bibliothèque Nationale de France di Parigi e di alcuni collezionisti privati. Dal sito web www.pietrodagostino.com è possibile visualizzare il suoi ultimi lavori con la fotografia ed il video.
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